Carrara Marbleweeks 2013

"marbleweeks.it"

Calacata Borghini e Blu Crestola per l'installazione firmata dall'architetto Marco Beccaria su Piazza Mazzini nell'ambito di Carrara Marble Weeks.

marble weeks 1Camminare in un luogo e avere l'occasione di fermarsi ogni tre passi, in greco Agorazein, è il bisogno di quanti vorrebbero fermarsi e cambiare per un istante la prospettiva della vista usuale e dell'attraversare in modo rapido e rettilineo uno spazio pubblico. Concetto che sta alla base dell'installazione realizzata dall'architetto Marco Beccaria per Paolo Borghini e Fabrizio Santucci nell'ambito di Carrara Marble Week.

Lo spazio sul quale sorge l'installazione è Piazza Mazzini, il punto d'incrocio di tante strade che convergono dai poli storici di Carrara e che sono percorse dagli abitanti, ma anche dai visitatori della rassegna che ne hanno fatto uno dei punti di sosta naturale. L'opera dialoga naturalmente con uno dei luoghi più belli, complessi e ricchi di storia di Carrara, con l'obiettivo di superare il concetto di piazza come elemento urbanistico statico, o peggio come semplice attraversamento cieco di transito utilitaristico e distratto.

Non era facile realizzare un'installazione che potesse inserirsi in un impianto segnato tanto profondamente dalle preesistenze storiche, ma Agorazein, con il suo disegno semplice, riesce ad essere funzionale ed emozionante.

La composizione si articola su tre livelli diversi di grandi lastre di marmo, i due piani di accesso sono in Blu Crestola mentre lo spazio centrale è in Calacata Borghini, materiale che propone effetti straordinari la notte grazie a una retroilluminazione che lo esalta e lo valorizza senza dimenticare la bellezza del pavimento della piazza che è illuminata direttamente con decisione allo scopo di riconoscerne il valore.

"Oggi più che mai c'è necessità di sintesi e dialogo interiore. Agorazein è un'icona del disegno naturale della vita, un'allegoria di quanto accade nell'esperienza comune: vivere come un percorso raramente rettilineo, fatto di scatti nell'orientamento, variazioni di prospettiva, percezioni diverse di una stessa oggettività, generate solo dalla posizione che liberamente si sceglie di occupare per osservare. È anche un invito a recuperare il rapporto con la città, ma anche elementare racconto del tempo della vita, delle sue fasi che, nel suo periodo più importante ha come cardine la bellezza – dice Beccaria – e per rappresentare questo concetto, il marmo ne è sorprendente testimone nella veste d'immagine dell'essenza profonda della natura". marble weeks 2

Completano la scenografia tre elementi simbolici: una grande vasca realizzata con un monolite di Calacata che sorprende nel senso della vista e dell'udito (toccato suona con vibrazione magica), una scultura di Stefano Fabrizio che reinterpreta il volto del David e, sullo sfondo un Ulivo, segno dell'immortalità del lavoro e delle tracce che superano la vita dell'uomo.

A completamento della composizione viene proposto un video, proiettato sulla facciata del palazzo dell'Accademia di Belle Arti, che racconta un modo e una visione del rapporto con il marmo e con il lavoro di estrazione e lavorazione, talvolta titanico.

"Volevamo sottolineare che ci può essere un rapporto moderno fra lo spazio urbano e il marmo, anche in luoghi già fortemente segnati da preesistenze – dice Paolo Borghini – che possono essere reinterpretati in termini moderni anche nelle funzioni più attuali. Noi abbiamo usato i nostri materiali per sottolineare la loro universalità ma in questo processo il marmo in generale può trovare un ruolo espressivo fondamentale."

 

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