Carrara Marmotec 2010

22 maggio 2010 - Carrara "myauroratag.com"

Uno su tutti, Paolo Borghini, con la sua Marbo, propone una soluzione innovativa per la vendita al consumatore del prodotto finito. L'idea è semplice.

marmotecCon una serie di incontri a tema per discutere sullemarmotec possibilità future del settore lapideo, Marmotec, alla sua trentesima edizione, cerca di sondare le alternative ancora non prese in considerazione circa lo sfruttamento di una risorsa, quella del marmo, assolutamente non rinnovabile.

Dal 19 al 22 maggio, tutta la filiera legata alla pietra, 326 espositori da ventuno Paesi, ha il compito di trovare una soluzione per venire a capo di una crisi che da anni sta intaccando l'intero comparto produttivo. Solo per l'Italia, la perdita nelle esportazioni di marmi e graniti è stata stimata a un miliardo e 392 milioni di euro, -10,12% nelle quantità e -19,35% per valore.

Parlare di tendenze, di lifestyle, di esigenze dei consumatori, di una storia da raccontare per conferire valore aggiunto al prodotto da immettere sul mercato sembra quindi non essere sufficiente, anche se, la strada di Marmotec è proprio questa.

Tutti d'accordo i relatori intervenuti durante gli incontri, di indubbio valore teorico, sul fatto che il marmo rappresenti, insieme ad altri prodotti italiani, un simbolo di Made in Italy e quindi di Italian way of life; unanime il giudizio nell'affermare che tale risorsa deve essere considerata e offerta nel suo valore di unicità e pregio.

Nella concisione di queste "Pillole d'impresa", così battezzate le mini conferenze cucite ad hoc su quella che ha tutta l'aria di sembrare la strategia per il futuro dell'escavazione, lavorazione e vendita di marmi, graniti e loro varianti, ancora, Marmotec, ha scelto di esprimere il suo punto di vista e, insieme, quello di nuova partenza.

Da parte loro, gli industriali, cercano soluzioni pratiche per tirarsi fuori dalla crisi in un modo che sia il più veloce possibile e, allo stesso tempo, non li costringa a stravolgere un assetto produttivo che è anche la storia stessa legata al loro nome.

Uno su tutti, Paolo Borghini, con la sua Marbo, propone una soluzione innovativa per la vendita al consumatore del prodotto finito. L'idea è semplice.

Dati i possibili difetti presenti nella pietra, anche se già lavorata e pronta per la vendita in lastre, un acquirente si trova, fino ad oggi, costretto a pagare l'intera lastra per farla poi tagliare in sezioni ed utilizzarne soltanto le parti prive di difetti, con conseguente perdita di materiale, e di denaro, sia da parte di chi compra che da parte di chi lavora la pietra. Con il sistema messo a punto da Marbo, grazie all'utilizzo di un nuovo macchinario per il taglio del marmo che funziona ad acqua compressa, è possibile intervenire sulla lastra tagliandola a "puzzle", da qui il nome del brevetto "Puzzle Marble", per poi ricomporla seguendo l'andamento delle linee che prima sarebbero "costate" come difetto.

Il marmo, e in generale qualsiasi tipo di prodotto lapideo legato all'escavazione, pur nella sua natura di fonte non rinnovabile, potrà – e dovrà, questo è l'unico dato certo - trovare un utilizzo più consapevole, consentendo, nel tempo, un intervento sulla sua estrazione meno invasivo.

Manuele Menconi

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